Mr. Stamina? un supplemento d’indagine

Striscia tratta da un breve racconto per OptiStem, il progetto di ricerca pan-Europeo sulle cellule staminali finanziato dalla Comunità Europea [illustrazione di Edward Ross]

Striscia tratta da un breve racconto per OptiStem, il progetto di ricerca pan-Europeo sulle cellule staminali finanziato dalla Comunità Europea [illustrazione di Edward Ross]

Piccolo supplemento che integra il post precedente. Il motivo è semplice, mi sono letto due articoli su La Stampa che raccontano chi era Vannoni, mr. Stamina e le cause dei pazienti mai guariti, anzi. Aggiungo una riflessione dal blog MedBunker sul ruolo delle testimonianze nei casi di cure miracolose e dintorni. Ma soprattutto mi preme segnalare QUESTO post/articolo di Antonio Pascale davvero superlativo per alcune ragioni: scrive bene e pone la questione secondo l’ottica della formazione delle opinioni (democrazia e dintorni), della misurazione, della verifica, della pigrizia (il divano domenicale). Riflessione di ampio respiro che mi ricorda la lezione di un grande maestro che fu Giovanni Jervis che in una intervista si soffermò sul concetto di consenso informato rispetto alle decisioni da prendere all’interno di una qualsiasi società rispetto alle scelte più delicate o controverse.

Inoltre la bella riflessione di Antonio Pascale mi ricorda che in un suo libro (consiglio, consiglio): Questo è il paese che non amo, c’è un lungo capitolo che affronta la questione del dolore e il caso Di Bella, altro para-guru molto amato dall’opinione pubblica e da una stampa facilona e leggera. Il parallelo è immediato perché sia Di Bella che Vannoni si presentano come degli outsider vittime della burocrazia e dell’establishment. Scriveva a questo proposito: «In effetti Di Bella in televisione funzionava benissimo. Sembrava infatti un vecchio nonno, con i capelli candidi e gli occhiali spessi. Certe sue dichiarazioni, come «Apro per pranzo scatole di fagioli così risparmio sulla carne», (…) attiravano simpatia, perché sembravano far parte del repertorio di un’Italia arcaica, ma pulita e giusta, non corrotta dalla modernità. Un’Italia che non subiva gli influssi cattivi della scienza, che come si sa è cinica e brutale, conduce il mondo verso la distruzione e ci fa sentire onnipotenti» e di mr. Stamina, tra le altre cose, dice: «considerate il fatto che il professore Vannoni – come è presentato – sembra – con i suoi capelli lunghi – un simpatico e testardo visionario che naturalmente si batte contro la burocrazia che incombe minacciosa».

Io, che sono meno preparato e più artigianale, mi fermo al “rumore di fondo” e non mi spiego come la stampa metta nella stessa notizia e sullo stesso piano la revisione di Nature o di ricercatori preparati con il commento stizzito di Vannoni pubblicato su facebook. Dico, ci sarà una bella differenza oppure no? Bah! Misteri. Comunque, buona lettura.

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