Mr. Stamina? ma mi faccia il piacere

ma mi faccia il piacere [Totò]

Se alla domanda “cosa fai nella vita” ti senti rispondere: “Giro, vedo gente, mi muovo, conosco, faccio cose…”, oppure se la persona interpellata è lì che inizia un lungo panegirico per spiegarti che lavoro fa, lascia stare. E se qualcuno ti si piazza davanti con una di quelle convinzioni che fanno discutere mezza Italia, prima di prendere una posizione -diceva un mio amico- immagina Totò che con ampio gesto dà uno scrollone alla spalla del fanfarone accompagnato da un bel “ma mi faccia il piacere” e valuta se l’immagine rimandata ‘regge’ oppure appare ridicola: un modo per farsi un’idea.

Come nel caso di Vannoni e del suo caso Stamina. Cioè le cose sarebbero semplici (e infatti questo post lo sarà) se non fosse tutto così inquinato moralmente. Neanche scomodo il vecchio adagio: “se solo fossimo in un paese normale”. Di speranze ormai ne nutro poche e con tutti i rivolgimenti in atto dubito che saremo attrezzati e in grado di fronteggiarli. Insomma le cose sono davvero di una semplicità disarmante.

I PROTAGONISTI:  una tipo con una laurea in Lettere che tiene corsi di “Ergonomia cognitiva” (sic!) e “Psicologia della Comunicazione” (che pure questa, vabbé non infierisco) per il corso di studi in “Comunicazione e Relazioni Pubbliche” (ma davvero sono cori universitari?) che ha per socio uno che produceva il Cellulase (ve li ricordate vero gli spot del trattamento anti cellulite, vero?) messo sotto inchiesta da Guariniello oltre dieci anni fa. Una tipa, dicono tosta e simpatica, che fa carriera politica e diventa Ministro della Salute con un curriculum un pochino scarno: maturità classica, nessuna esperienza nel campo tant’è che ha firmato “per avviare la sperimentazione clinica del metodo Stamina con cellule staminali, una moderna ed efficiente che infatti appronta la  cell-factory e ovviamente spera in “in risultati positivi”. Nel mezzo varia umanità di corte: le Iene, Striscia, programmi televisivi tanto per battibeccare…

IL FATTO: è semplice come tutto il resto. Nature, rivista scientifica di un certo peso (lo dico con ironia, perché è un’istituzione altro che ‘certo peso’) boccia il metodo. Cosa avrebbe dovuto fare? Talmente evidenti le falle scientifiche del metodo Stamina che ci vogliono mezzi e conoscenze medie per confutarla. Così mentre noi approntiamo le Cell Factory, commissioni, protocolli e firmiamo decreti su Nature si dà conto della boiata, tanto più che risultano fotocopiate le foto da una ricerca ucraina di qualche anno fa. Ora fate voi chiamatela frode, plagio. Vannoni tiene fede al suo personaggio e denuncia la ricerca di Nature come articolo politico. Ok, mi fermo qui. Anche perché sul web si reperiscono notizie e materiali in quantità. Anche se il protocollo fu deciso dal ministro precedente Balduzzi, giurista.

LA CONSIDERAZIONE: in realtà sono più d’una, poche ma sentite qui. La prima: la Lorenzin, quella diplomata al classico, ora non ci sta e dice: “Niente trattative, consegni il protocollo“. Ma dico ci voleva Nature? Che vuol dire e cosa mi trasmette questo tentennare (fa partire l’esame, poi ne chiede conto) che non abbiamo studiosi autorevoli o giornalisti e ricercatori in grado di fare quello che ha fatto N.? Non credo. Allora (secondo me la più probabile) in cuor suo sapeva già che si trattava di una bufala, ma che non si poteva dire per non essere impopolare in un periodo non proprio felice per i politici; in fondo penso che anche una buona maturità classica dia strumenti adeguati per comprendere la realtà e i contorni delle vicende che configurano episodi e fatti in ambiti di serietà o meno. La seconda che mi viene è che in tempi di crisi si tende a incolpare gli esperti che non riescono a mantenere promesse e aspettative e ci si rivolge ai para-guru: in fondo Vannoni non somiglia a Casaleggio? Fateci caso: stessa espressione insofferente però infogazzata, capelli lunghi fuori moda (tipo quelli che ascoltano il Progressive Rock, ancor più fuori moda), atteggiamento tra vittima e lamentatore di professione -della serie i “grandi” (mettete in pentola quello che preferite: partiti, multinazionali, banche, aziende, laboratori) sono contro di me perché quello che ho scoperto ecc. ecc. ecc. Terza: perché se mi candido ad un posto di lavoro mi premuro di fornire un curriculum appropriato con l’offerta e non accade per gli altri. Insomma questa passione tutta italiana (forse sì: italiana) per cui laureati in scienza umanistiche e letterarie promulgano leggi, ricoprono ruoli e incarichi scientifici. Ok, forse il secolo scorso è stato molto generoso (diciamo dagli anni ’70 in poi) con l’importanza degli studi umanistici e mi ricordo che all’epoca m’indignavo per un Chicco Testa, filosofo e basta, pro-nucleare e direttore dell’Enel. Insomma abbiamo opinionisti su tutto e tra i meno preparati in fatto di scienza e quindi si va avanti tra una bufala e l’altra, senza la pena di documentarsi.

La Quarta e ultima preferisco metterla in evidenza e suona così: ma il nostro disgraziato paese approva, pretende, chiede, avanza divieti di sperimentazione per gli OGM sventolando come una bandiera il cosiddetto “principio di precauzione” (qualsiasi cosa voglia dire e sul quale ritornerò in uno dei prossimi post) nonostante che la validazione sia sostenuta da ampia letteratura mondiale e provata scientificamente e non dice niente e anzi vive come una restrizione “oscurantista” se dovessimo applicarla al metodo Stamina: salvaguardia della salute, precauzione ecc. ecc. ecc.

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