IENE

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Non vedo e non mi piacciono le trasmissioni come Le Iene o Striscia la Notizia (per quanto diverse si somigliano) tanto per stare sul popolare. Mentre i programmi pomeridiani sono dichiaratamente artefatti e inconsistenti, cioè non avanzano pretese (nonostante facciano non pochi danni, come racconto più avanti) i primi due ambiscono al ruolo di giornalismo d’inchiesta e di denuncia, ma risultano arruffoni e confusionari (nonostante la simpatia e bravura di uno scanzonato come Lucci).

La notizia di questi giorni è la scoperta della truffa operata dalla signora Luisa Pollaro che si è fatta il giro circense delle trasmissioni per raccogliere soldi per poter operare la figlia affetta da Sindrome da Lobo Medio (in realtà non era vero neanche questo). Comunque il rito in questi casi prevede sempre le stesse mosse: 1) giro delle trasmissioni con musica di sottofondo, lacrima esibita, arredamenti dimessi – generalmente ci si fa intervistare in cucina, come a dimostrare la ristrettezza economica della famiglia e fisica della casa); 2) catene di S. Antonio via web soprattutto con dei “cartelli” da condividere sui Social Network (tanto qualche gonzo ci casca e in questo caso sembrano essere parecchi: per la legge dei grandi numeri); 3) non fornire ulteriori spiegazioni.

Da questo discendono almeno due responsabilità: 1) qualsiasi persona può verificare la veridicità delle affermazioni incrociando informazioni dal web e se sei un giornalista non avrai certo difficoltà a contattare gli esperti giusti (cosa che si fa a volte e bisogna aggiungere a seconda della convenienza dell’audience) ; 2) ci sono tanti modi per intrattenere e commuovere le persone, e sicuramente si può fare a meno di quelli portati avanti con iniziative private e “cadute dal cielo”.

La signora comunque ha raccolto 300.000 € circa perché necessitava di rara e difficile operazione chirurgica da effettuarsi in Sud America (chissà perché da quelle parti risultino “strutture di eccellenza” nonostante le numerose carenze riscontrate dai dati statistici). Si è scoperta essere una truffa. Si legge in cronaca che la Barbara d’Urso c’era cascata, Le Iene avevano avanzato qualche dubbio (nel frattempo non posso linkare il video perché acquisito dalle forze dell’ordine).

Non per fare il bravone, ma “googlare” (lasciatemi usare il neologismo) la sindrome in questione rimandava a Wikipedìa dove in queste tre righe si può leggere che la malattia sebbene non proprio comune come il raffreddore può essere curata con i farmaci e quasi mai necessita di intervento chirurgico. Ci voleva tanto? Ma solo da noi autori e conduttori fanno la tv come se fossimo negli anni ’70?.

Da qui discende una ulteriore riflessione su Le Iene, che dovrebbe rappresentare (secondo le teste d’uovo dell’azienda) il giornalismo vicino ai giovani: scanzonato, trasgressivo, che denuncia e diverte… perchè si riesce ad avanzare un qualche dubbio sulla Sindrome da Lobo Medio e non si applica lo stesso procedimento di verifica investigativa al caso Stamina? Si dubita del primo, si difende il secondo. Ecco perché sono arruffoni, oltre che fastidiosi ogni volta che molestano per strada (al limite dello stalking) personaggi pubblici su grammatica, storia, sesso ecc. ecc.

Chiudo con la questione Gabanelli/Report. Trasmissione che mi piace molto ma come giustamente fatto notare su alcuni siti e blog riguardo gli argomenti scientifici meno convincente e rigorosa, ma credo c’entri la fedeltà verso il “suo” pubblico che in genere -come ogni pubblico non ama essere contraddetto e preferisce vedere confermate le proprie opinioni -esattamente speculare al pubblico che segue Le Iene o Amici, uomini & Donne che in questo modo possono essere rafforzate dal mai caduto detto: “l’ha detto Report”!

PS: ci sono siti e blog che si occupano anche di bufale scientifiche e raggiri, mi limito a segnalare quelli preferiti da me: Il Disinformatico di Paolo Attivissimo (chissà se è il suo vero cognome); Attenti alle Bufale; Query Online, la scienza indaga i misteri.

5 pensieri su “IENE

  1. E’ vera l’osservazione che fai a proposito “del pubblico che preferisce vedere confermate le proprie opinioni”. Tra l’altro c’è sempre questa pigrizia mentale dell’affidare a una trasmissione o a un “guru” il monopolio della verità: come dici tu, si vedono magari dei bei servizi, e quello basta a fidarsi poi di tutti gli altri mesi in onda – mentre le cantonate le prendono tutti, specialmente se non si è rigorosi nel ritornare a verificare certe notizie.
    Mi sembra comunque che il cognome “Attivissimo” sia vero!

  2. Mai abbassare la guardia nei confronti delle bufale.
    Sì, Attivissimo dovrebbe essere reale. In effetti, quanti casi di omen nomen si incontrano nella vita quotidiana? Buona domenica🙂

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