ebook, una nota di progresso

Illustratione di Harry Campbell

Penso (oggi) che ogni innovazione non sia buona o cattiva, ma solo una cosa nuova che si affaccia e che per questo non scomparirà.

Vale per l’ebook come vale per la musica in mp3, e come valeva per i telefonini, i cd, le videocassette fino a tornare indietro al grammofono (come ricorda Massimo Troisi in una scena di “Ricomincio da Tre”). Personalmente all’inizio facevo prevalere quella parte di me che rifiutava criticamente questo nuovo strumento di lettura; per un po’ mi leggevo post, articoli e interventi che esaltano le virtù e le possibilità che si aprono con questo tipo di lettura poi ho fatto uno sforzo e sono giunto ad una conclusione meno radicale e più ragionevole: ci sono e non ci si può far niente.

M’interessa sapere invece come influiranno e come cambieranno il nostro modo di leggere. In fondo nella storia dell’umanità sono cambiati sia i modi che le tecniche per diffondere la parola scritta e di conseguenza il modo in cui leggiamo. Ad esempio fino al tardo medioevo si ricorreva alla lettura orale (dovute forse alle poche copie manoscritte, al monopolio ecclesiale della parola) e solo più tardi leggere è diventato un atto privato e silenzioso.

Dunque i miei figli avranno un’esperienza diversa dalla mia e con molta probabilità mi vedranno un po’ “antico“. Da parte mia mi sforzerò di “stare al passo con i tempi” e non è detto che sia peggio visto che oggi usando Google, il web, il sistema GPS riesco a gestire meglio tanti aspetti di pratica quotidiana.  Eppure non riesco ad entusiasmarmi (se non per l’aspetto tecnologico) più di tanto. Più che altro per ragioni emotive che razionali. Ad esempio Anna Meldolesi in un post sul suo blog Lost in Galapagos cita una ricerca davvero interessante ed istruttiva pubblicata da Plos One che smentisce i toni allarmistici di molti lettori e addetti ai lavori nel mondo dell’editoria. In pratica non risultano differenze evidenti nel processo di lettura, nè risultano sforzi diversi di tipo cognitivo o del bulbo oculare.

Ci sono cose dunque che ci fanno assomigliare per molte cose allo stesso uomo di sempre. Prendiamo ad esempio i vasi: la modellazione e la cottura di argilla o creta è sempre quella; oppure il modo di mangiare: da quando abbiamo introdotto le posate non ci sono stati cambiamenti. Quindi non c’è ragione di pensare che un diverso modo di leggere peggiorerà o migliorerà la nostra condizione.

Certo non possiamo prevedere con certezza tutti gli sviluppi che l’introduzione di una nuova tecnologia comporta, ma questo non è mai stato un motivo per non fare. Un esempio che mi colpisce è quello dell’automobile. In genere nelle discussioni (forse sterili tra pro e contro) sull’e-book si cita quasi sempre il sorpasso delle automobili sulle carrozze ripescando reazioni e pensieri dell’epoca. Ora, sono indubbi i vantaggi delle prime sulle seconde: maggiore libertà di movimento con tutto quello che ne deriva in fatto di maggiore conoscenza, praticità, anche la nostra dieta è migliorata grazie anche ai trasporti. Ma inquinamento, sovrapproduzione, consumo delle risorse non erano state previste nè immaginate. Forse erano limitati i mezzi e i modelli di previsione e così può darsi che al momento non sappiamo se ci saranno cambiamenti o nuovi problemi che ci vedranno impegnati nella ricerca di una soluzione per sviluppi che non possiamo immaginare.

Quindi con la lettura a video che facciamo? Niente. C’è e si vedrà mano a mano che procederemo se ci saranno dei problemi da affrontare e risolvere.

Personalmente posso aggiungere solo che (a torto sicuramente) questo mezzo mi lascia indifferente e mi scopro un po’ egoista: non m’importa di quel che sarà del libro, degli editori, della carta, del modo di leggere. I miei figli faranno cose diverse da me e per come l’ho conosciute e apprezzate. A me piace leggere sulla carta senza avere in tasca grosse ragioni o spiegazioni a supporto, razionali, scientifiche o di convenienza. Ci sono cose, ad esempio, che non rientreranno forse in nessuna voce scientifica: emozioni, spinte, passioni, sfumature, sensibilità sembrano appartenere più all’unicità dell’individuo anche se -immagino- da qualche parte saranno traducibili in un qualche algoritmo.

Senza tirar fuori “l’odore della carta” c’è in me, come in tutti credo, un lato poetico, irrazionale che ci fa scegliere le cose anche per il piacere e non solo per la funzionalità. Ad esempio io non so che farmene di una intera biblioteca in borsa e in un libro di cellulosa mi piace conservare i fiori tra le pagine; mi rallegro quando ritrovo la mia calligrafia appuntata (fosse pure la lista della spesa scritta a margine); mi piace prestare la copia alla persona che mi piace; poter personalizzare un regalo con una dedica, un disegno, una foto incollata, un arzigogolo senza senso; mi piace leggere al mare e andare a farmi un tuffo senza la preoccupazione che sparisca; sentire il peso nella tasca della giacca o avere tra le mani diversi formati e non la stessa identica cornice che contiene tutto (piccoli, grandi, alti, ingombranti, tascabili); non sarà una grande perdita se lo dimentico in treno e mi piacciono le diverse grammature e finitezze della carta (da quella rugosa dei tascabili Sci-Fi a quella india dei Meridiani o il Fabriano usato da Sellerio per dire). Anche l’idea di leggere  davanti ad uno schermo dopo una giornata passata davanti ad un altro schermo non mi entusiasma… ok,  non mi dilungo con le ragioni perdenti per un tipo di lettura. So che potrò continuare a scegliere tra le due cose, nessuno mi negherà gli stessi piaceri di ora. L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che leggere come mangiare, passeggiare, correre, viaggiare diventa una esperienza significativa se non si riduce solo a vantaggi e funzionalità, ma se una serie di circostanze la rendono gradevole. Possiamo mangiare un piatto di pasta fredda davanti al frigorifero oppure fumante e in compagnia (o da soli con un buon condimento, a ciascuno secondo le sue preferenze): sempre di nutrimento si tratta, ma volete mettere? In conclusione chi è contro diventa sempre un po’ tardo-apocalittico e chi pro forzatamente entusiastico, nel mezzo esistono le sfumature, quelle dell’animo.

Ah! Dimenticavo, oggi in edicola ho visto che vendevano la 5° sinfonia di Beethoven diretta da Karajan in vinile. Nostalgici alla riscossa!!!

PS: il post era anche la scusa per pubblicizzare il blog di una giornalista che apprezzo e seguo e che vi consiglio (un giorno mi deciderò a far un blogroll come si deve: Lost in Galapagos di Anna Meldolesi)

3 pensieri su “ebook, una nota di progresso

  1. Oh, ma anche senza post si capiva lo stesso che hai un debole per la Meldolesi…😉
    Sull’ebook che dire? Ce l’ho, l’ho riempito di buoni libri a poco prezzo, mi aiuta a leggere penzolando tutta schiacciata in metropolitana senza timore di perdere il segno, intanto sono ancora circondata e quasi soffocata da libri di carta.
    Ai posteri….😀
    Ciao!
    f

    • Ciao Francesca, che tempismo accidenti! Sì ho un debole per come scrive e per le cose che scrive, la seguo dai tempi di Darwin, la rivista, ha pubblicato un paio di libri belli che “te devo dì”🙂 ?
      Per l’ebook pensa che ho fatto pure dei passi in avanti, ero pure più drastico prima, ma spero che qui si capisca che non ne faccio una ragione “apocalittica” e generale, ma personale. E’ un tipo di lettura che ritengo comoda e vantaggiosa, ma che non mi “acchiappa” più di tanto. C’ho provato tante volte ma mi trovo meglio anche per la saggistica e lo studio come ero stato abituato, più tutte le sfumature che ho citato qui e ho messo per non perderle, casomai dovessi smarrire la memoria c’è il digitale che me la salva🙂
      Che poi è curioso scrivere un post per essere letto sul digitale, ma forse non è neanche tanto strano, essendo un blog così e così. A presto e mi fa piacer ritrovarti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...